Archive - Febbraio 2022

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PSR Lazio Agricoltura Biologica: 600 € ad ettaro di contributo per la cotlivazione di quinoa

PSR Lazio Agricoltura Biologica: 600 € ad ettaro di contributo per la cotlivazione di quinoa

 
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La quinoa, una coltura fino a pochi anni fa sconosciuta, negli ultimi anni sta riscuotendo sempre più successo sia come alimento che come alternativa colturale. Le coltivazioni di quinoa in Italia stanno crescendo notevolmente e se fino a qualche anno fa la coltivazione della quinoa era  un qualcosa di quasi sconosciuto, oggi non solo gli agricoltori, ma anche gli organismi amministrativi iniziano a riconoscerne il valore, specialmente in regime di Agricoltura Biologica. Tecnicamente, si tratta di una Chenopodiacea, quindi una pianta che fa parte della stessa famiglia di spinaci e barbabietole, e come tale da considerare una coltura ortiva, categoria per la quale quasi tutti i PSR riconoscono un contributo maggiore rispetto a cerali ed altri seminativi in agricoltura Biologica. In alcune regioni, essa non è stata ancora inserita esplicitamente nell’elenco delle colture in quanto le superfici coltivate all’interno della Regione stessa sono poco rilevanti, pertanto viene equiparata ad un cereale.

È importante sottolineare che ciò è tecnicamente errato, perché la quinoa è considerata uno “pseudocereale” solo ed esclusivamente per l’utilizzo che si fa della granella, ma si tratta di una chenopodiacea, pertanto una ortiva e non ha nessun legame botanico con i cereali. Basti pensare dell’ampio utilizzo che viene fatto delle sue foglie fresche in Sud America.



A questo proposito citiamo come esempio la Regione Lazio, che nel bando PSR Misura 11 “Agricoltura Biologica” – Allegato 2 cita esplicitamente la quinoa tra le colture ortive, con un contributo pari a 600 euro/ettaro.


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La quinoa, oltre ad essere una coltura che offre un reddito apprezzabile, in questo modo diventa ancora più remunerativa considerando che si tratta di una coltura ortiva che non necessita di irrigazione e la cui raccolta viene effettuata con mietitrebbia da cereali, pertanto con costi di produzione (soprattutto manodopera ed irrigazione) molto più bassi rispetto ad altre ortive classiche.


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La Regione Lazio è, ad oggi, probabilmente l’unica ad aver inserito correttamente la quinoa tra le colture ortive in pieno campo, ma sono molte le Regioni che non hanno ancora incluso la quinoa nelle tabelle colturali. Pertanto, il nostro monito a tutti gli agricoltori, è quello di confrontarsi con i propri agronomi, consulenti, associazioni di categoria in modo da poter fornire agli organismi pubblici indicazioni per la corretta introduzione di questa coltura nelle Tabelle Regionali. Altre regioni, come la Regione Toscana o la Regione Piemonte, hanno deciso di inserire la quinoa tra i cereali da granella o seminativi generici. Anche in questo caso, crediamo che sia opportuno far presente agli organismi competenti che si tratta di una chenopodiacea e non di un cereale e che sarebbe più corretto classificarla come tale.

 

 

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