La coltivazione del Teff

Scrivere un articolo sulla coltivazione del Teff richiama alla memoria i primi articoli scritti sulla quinoa, oramai quasi 10 anni fa, quando la quinoa, così come oggi il teff, era una coltura praticamente sconosciuta in Italia. A distanza di qualche anno, con felicità possiamo affermare che i progressi della quinoa italiana, sia a livello qualitativo che quantitativo sono stati sicuramente pregevoli. Questa premessa sull’evoluzione della quinoa come alternativa colturale  vuole semplicemente essere un augurio perché il Teff possa seguire lo stesso camino. In realtà crediamo che il potenziale del Teff, a livello agronomico, possa essere persino superiore a quello della quinoa sia per la sua rusticità che per la sua versatilità che permette una semina sia primaverile che in secondo raccolto.

 


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La semina

L’epoca di semina va dalla metà di marzo (al sud anche da febbraio) alla metà di aprile per quanto riguarda la semina primaverile, mentre in secondo raccolto, la semina avviene normalmente ad inizio estate, in questo caso la pianta ha bisogno ovviamente di irrigazione.


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Trattandosi di un seme molto piccolo, il letto di semina deve essere preparato in maniera ottimale. Per evitare che il seme cada troppo in profondità, si consiglia una rullatura prima della semina. In ogni caso, si può ovviare ad un terreno non perfettamente preparato aumentando la densità di semina.

La semina può essere effettuata a file (come il grano) o a spaglio. La pianta compete molto bene con le infestanti coprendo il terreno in maniera uniforme.  

Il quantitativo di seme necessario è, indicativamente, 10-15 Kg/ha, su letti di semina non ottimali si consiglia di aumentare la densità. Il seme deve rimanere in superficie, 1-1,5 cm, per questo motivo su terreni più grossolani si consiglia di utilizzare un quantitativo maggior di seme.

Essendo il Teff un cereale, per la concimazione di fondo possono essere usati gli stessi concimi e le stesse quantità che si utilizzano per i cereali a paglia.

 

La fase vegetativa

Durante la fase vegetativa, il teff non richiede particolari interventi, la sua rusticità fa sa che sia tollerante a tutte le tipiche malattie dei cereali, può essere effettuata una strigliatura in fase di accestimento, ed una concimazione di copertura senza però esagerare con l’azoto per evitare allettamento. Se coltivato in secondo raccolto, è necessario fare alcuni interventi di irrigazione per mantenere l’umidità nel terreno.

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La Raccolta

Il Teff, come tutti i cereali a paglia, viene raccolto con mietitrebbia, possono però essere usate diverse tecniche.

In stagioni particolarmente umide, su appezzamenti nei quali sono presenti infestanti (Il Teff normalmente non ha problemi di infestanti) o in caso di allettamento, un’ottima opzione è lo sfalcio della pianta ancora non completamente secca, per poi trebbiarla (ideale sarebbe una testata Pick up sulla mietitrebbia), ma si riesce a farlo molto bene anche con una testata normale da cereale cercando di effettuare lo sfalcio non troppo vicino al suolo.

L’alternativa valida e più rapida è sicuramente la mietitura classica, in questo caso è necessario non raccogliere il prodotto troppo secco onde evitare eccessive perdite di seme.

 

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